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In questi anni abbiamo corso così velocemente che dobbiamo ora fermarci perché la nostra anima possa raggiungerci. (Michael Ende) ---- A chi può procedere malgrado gli enigmi, si apre una via. Sottomettiti agli enigmi e a ciò che è assolutamente incomprensibile. Ci sono ponti da capogiro. Sospesi su abissi di perenne profondità. Ma tu segui gli enigmi. (Carl Gustav Jung)

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LA FOTO DELLA SETTIMANA a cura di NICOLA D'ALESSIO

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229. “IL CAVALIERE OSCURO - ILRITORNO” Regista Christoper Nolan – 2012 di Sky Robertace Latini



I tempi attuali pretendono film sempre più tecnologici sia dal punto di vista produttivo della realizzazione tecnica, sia dal punto di vista dell’ambientazione scenica. In altre parole parecchi effetti speciali e atmosfere cupamente apocalittiche. L’ultimo film su Batman (l’attore che impersonifica l’eroe è Christian Bale) rappresenta perfettamente questa visione. Naturalmente è l’iconografia del personaggio stesso a portare verso tali lidi; il fumetto è nato proprio così. Però man mano che gli anni passano, le realizzazioni delle sue storie diventano sempre meno fumettose e sempre più dure di spirito. Mentre nei quattro film dall’89 al ‘97  (i primi due diretti da Tim Burton) tutto appariva parodia quasi comica, era già chiaro dal primo episodio di questa trilogia girata tutta da Nolan, che ci si permeasse di un senso psichico più claustrofobico. In totale sono stati girati 10 film dal 1943, e pare che la cosa proseguirà. Per il momento la serie attuale è compiuta, iniziata con “Batman begins” nel 2005 e proseguita con “Il cavaliere oscuro” del 2008, fino all’opera attuale, ultima parte della trilogia. La trama vede sempre i buoni contro i cattivi, e sempre la mente di un pazzoide che vuole fare le cose in grande prendendo il potere. La sfumatura, qui, è che il megalomane lo prende non per farne l’immagine di sé, ma senz’altro scopo che perderlo distruggendo se stesso e distruggendo Gotham City (con la solita bombetta nucleare). Si è al nichilismo massimo. Cosa pensare di questo risvolto culturale? Forse la nostra società può parzialmente specchiarsi in questo film che concettualmente ipotizza un mondo caotico che non sa guardare la realtà e che ora ancora più di prima contiene i germi del non senso e quindi il rischio di farsi del male e auto distruggersi. Nella storia raccontata troviamo l’anarchia, o la rivolta senza ideali, per una giustizia violenta alla rivoluzione francese senza rivoluzione. E i processi sommari stile rivoluzione francese come già detto, o stile totalitarismo comunista, si presentano senza però le loro patine idealistico-religiose.  Interessante le farneticazioni del personaggio cattivo che globalmente esprime come la cosa peggiore sia essere prigionieri  davanti ad una via di fuga che non si può raggiungere. Io ci vedo il simbolo di questa opera filmica, simbolo di una società opprimente che fa credere all’individuo che può realizzarsi, senza offrire i mezzi però per riuscirci; lasciando sempre la persona nel poco, illudendolo che fra poco avrà molto.  Troviamo qualche americanata, qualche momento non perfetto (le scazzottate tra Bane e Batman sono un po’ sempliciotte e banali), ma nel complesso è stato tutto piuttosto ben congegnato e riuscito.  Di certo l’atmosfera gotica e decadente offre le emozioni giuste. In questa atmosfera esce fuosi anche un altro concetto: la città si trova al minimo storico per violenza e delinquenza, eppure povertà ed emarginazione sociale permangono, e con loro il degrado. Ciò sembra voler portare il messaggio che non basta l’ordine legale, pur ottenuto democraticamente, per avere una società giusta e fiorente, serve ben altro.   Sky Robertace Latini

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IN QUESTI ANNI ABBIAMO CORSO COSÌ VELOCEMENTE CHE DOBBIAMO ORA FERMARCI PERCHÈ LA NOSTRA ANIMA POSSA RAGGIUNGERCI

(Michael Ende)

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A chi può procedere malgrado gli enigmi, si apre una via. Sottomettiti agli enigmi e a ciò che è assolutamente incomprensibile. Ci sono ponti da capogiro, sospesi su abissi di perenne profondità. Ma tu segui gli enigmi.

(Carl Gustav Jung)