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In questi anni abbiamo corso così velocemente che dobbiamo ora fermarci perché la nostra anima possa raggiungerci. (Michael Ende) ---- A chi può procedere malgrado gli enigmi, si apre una via. Sottomettiti agli enigmi e a ciò che è assolutamente incomprensibile. Ci sono ponti da capogiro. Sospesi su abissi di perenne profondità. Ma tu segui gli enigmi. (Carl Gustav Jung)

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LA FOTO DELLA SETTIMANA a cura di NICOLA D'ALESSIO

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243. PROMETHEUS DI RIDLEY SCOTT (2012) di Sky Robertace Latini



Nel 1979 usciva nelle sale il primo “Alien” (ne seguiranno altri tre fino al 1997 con registi diversi), il cui mostro fu una delle storiche realizzazioni animatroniche dall’ormai scomparso Rambaldi. In quel film di fantascienza una navicella spaziale cargo, nel suo viaggio verso la Terra, viene attirata su un satellite-pianeta da un S.O.S. e lì trovano una nave spaziale aliena da cui porteranno sulla propria un essere mostruoso e pericoloso.  Questo del 2012 non è “Alien” ma è il pre-sequel di quello. Prima degli eventi di Alien, una missione spaziale umana cerca gli “Ingegneri” su un satellite lontano dal Sistema Solare. L’esistenza di tali ingegneri viene individuata tramite numerose scoperte archeologiche di antiche civiltà terrestri che pare abbiano in comune gli stessi Dei o Creatori. Quando però arrivano al satellite, scoprono che quei Creatori, ora vogliono distruggere la razza umana. Il concetto degli extraterrestri che costruiscono la vita sulla terra come fosse un laboratorio è vecchio culturalmente ormai, nella letteratura di fantascienza. Gli Aztechi, gli Egizi e i mitici Atlantidei, sarebbero i discendenti di esseri da altri pianeti. Peter kolosimo e altri autori di fantastoria hanno molto sottolineato gli aspetti “strani” delle culture antiche, e devo dire che non mancano gli aspetti affascinanti. Io non ci credo per varie ragioni, ma tali teorie sono comunque piene di una loro logica indiziaria. Nel film c’è un lato psicologico: è quello dell’uomo che vuole essere al cospetto di coloro che hanno deciso l’esistenza umana, per arrivare a chiedere il fatidico “PERCHE’”. Se il creatore è però un’altra creatura, il fascino del motivo potrebbe presto estinguersi. A meno che il creatore non abbia qualche aspetto trascendentale.  Ma nel film non ci sono spiegazioni, e alla fine questo lato emotivo-sociologico non è che un labile aspetto dell’opera filmica, incentrato più sull’atmosfera e sugli effetti speciali che su qualche significato profondo. In più c’è qualche confusione sul tipo e il numero delle bestie. E poi la trama non è così esaltante. Lo spirito del film è piuttosto povero, anche se vi sono degli spunti interessanti come l’androide David che pare avere un ruolo ambiguo: costruito per servire, in realtà è munito di una coscienza che decide per sé. Ganza anche l’idea degli scanner volanti che mappano autonomamente le gallerie da esplorare; probabilmente la tecnologia odierna potrebbe riuscirci davvero. Personaggio centrale una donna; era così anche in “Alien”. Vi sono poi delle scene che appaiono misteriose e non spiegate. Per esempio le immagini iniziali che mostrano uno strano umanoide il quale beve un liquido nero che possiede un movimento autonomo pur stando dentro un contenitore; questo essere poco dopo si spezza sfaldandosi e perde DNA in acqua. Se non si va a leggere su Internet non si capisce cosa significhi; pare sia la modalità con cui gli extraterrestri del film avrebbero dato vita all’essere umano sul pianeta Terra. Interessante, ma il film è fatto bene se lo si capisce dalla trama; altrimenti manca il genio di scrittura. Altro elemento interessante è che l’extraterrestre parla un proto-indoeuropeo, come a dire che anche la lingua umana deriva dai Creatori; il che amplierebbe l’intervento degli extraterrestri, che dal puro lavoro genetico, sarebbero dovuti passare a un contatto educativo-culturale. Però sono cose di cui il film non si interessa, e alla fine rimane la fruizione di un film piacevole, seppur semplice e scontato. Lascia aperti però vari interrogativi e possibili evoluzioni; speriamo in un seguito maggiormente sfaccettato e quindi intrigante. Abbiamo visto il film in 3D, cosa che non amo poiché spesso non ne vale la pena; solitamente non ci guadagna. Stavolta invece si, sembrava di starci dentro. Il regista di quest’opera, Ridley Scott (britannico) girò lo stesso “Alien” ed è famoso anche per “Blade runner” del 1982. Viene ricordato più per “Thelma & Louise” (1991) e soprattutto per “Il gladiatore” (2000). Un regista bravo anche se non sempre allo stesso livello.   Sky robertace Latini

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IN QUESTI ANNI ABBIAMO CORSO COSÌ VELOCEMENTE CHE DOBBIAMO ORA FERMARCI PERCHÈ LA NOSTRA ANIMA POSSA RAGGIUNGERCI

(Michael Ende)

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A chi può procedere malgrado gli enigmi, si apre una via. Sottomettiti agli enigmi e a ciò che è assolutamente incomprensibile. Ci sono ponti da capogiro, sospesi su abissi di perenne profondità. Ma tu segui gli enigmi.

(Carl Gustav Jung)